Malinconia
Se questo momento fosse sceneggiato da J. J. Abrams, una canzone di Damien Rice farebbe da colonna sonora a una carrellata al rallentatore dei protagonisti di questa storia. I loro volti, se questo fosse il momento prima dei titoli di coda, esprimerebbero una serena mestizia, quel che è fatto è fatto, e un senso di rivincita, la vita che va comunque avanti.
Ma qui dobbiamo rassegnarci: o Dio è uno sceneggiatore minore, o non esiste.
Il dolore immeritato non avrà riscatto, nonostante tutti i nostri “passerà”.
Intanto uomini sicuri di sé scrivono libri, pontificano sul migliore caffè della città e sanno quando si voterà. Non prima di dicembre, a primavera inoltrata.
Se la realtà avesse la profondità del loro naso, avrebbero tutti ragione.
Ottenute le indicazioni stradali. Un’estrema sintesi sul viaggio della speranza.
Brescia – Bovalino (RC), chilometri 1230.
Anch’io mi sono fermato ad Eboli. Dovevo pisciare.
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Sul complemento di termine del verbo obbedire
Un’ulteriore divisione sussiste tra chi chiama il padre padre, chi lo chiama babbo e chi non lo chiama affatto. Allo stesso modo la mamma non è sempre la mamma.
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Sei impazzita per Bell-LaPadula
Mi premeva sottolineare che secondo il modello di Brewer e Nash Silvio Berlusconi non potrebbe nè leggere nè scrivere.
Colgo l’occasione per salutare Alice, Bob, Carol o Charlie, Chuck, Dave, Eve, Isaac, Ivan, Justin, Mallory, Matilda, Oscar, Pat o Peggy, Plod, Steve, Trent, Trudy, Victor, Walter e Zoe.
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Paradosso di Filano e Calpurnio
Al mondo esistono due tipi di persone, quelli che sostengono che al mondo esistano due tipi di persone e quelli che non lo sostengono.
Io non lo sostengo.
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Tesi #3 – Presupposto (sulla fellatio, l’inconscio e la rivoluzione)
Interpretare, far regredire, regredire. Tra le pagine più grottesche di Freud ci sono quelle sulla fellatio, dove il pene equivale alla mammella di una mucca e la mammella a un seno materno. In altri termini la fellatio è per quando non ci sono mucche a disposizione, o la madre non c’è più oppure non ha più latte. È un modo per mostrare che la fellatio non è un “vero desiderio” ma vuol dire un’altra cosa, nasconde un’altra cosa, un altro desiderio. La psicoanalisi disponde di una griglia perfetta da questo punto di vista: i veri contenuti di desiderio sarebbero le pulsioni parziali infantili, e la vera espressione del desiderio sarebbe l’Edipo (per strutturare il “tutto”).
[...]
Noi invece diciamo: non avete inconscio, non l’avete mai avuto, non esiste un “es” al posto del quale l’”io” deve subentrare. Bisogna capovolgere la formula di Freud. L’inconscio dovete produrlo voi, producetelo o resterete attaccati ai vostri sintomi, al vostro io e al vostro psicoanalista. Ognuno di noi lavora e fabbrica con il pezzetto di placenta che ha sottratto, e che continua a essergli contemporaneo in quanto ambiente di sperimentazione, non in funzione dell’uovo, dei genitori, delle interpretazioni e regressioni a cui siamo collegati. Producete inconscio, benchè non sia certo facile: non si trova ovunque, non si produce con un lapsus o un motto di spirito, e nemmeno con un sogno. L’inconscio è una sostanza da fabbricare, da situare, da far scorrere, uno spazio sociale e politico da conquistare. Una rivoluzione è una formidabile produzione di inconscio, non ce ne sono tante altre, e non ha niente a che fare con un lapsus o un atto mancato. L’inconscio non è un soggetto che produrrebbe dei virgulti nella coscienza, è un oggetto di produzione, è lui a dover essere prodotto, a condizione che non lo si ostacoli. O, meglio, non c’è un soggetto del desiderio così come non c’è un oggetto. Solamente i flussi sono l’oggettività del desiderio stesso. Di desiderio non ce n’è mai abbastanza. Il desiderio è il sistema dei segni a-significanti a partire dai quali si producono dei flussi di inconscio in un campo storico sociale.
[...]
Il desiderio è rivoluzionario perchè vuole sempre ulteriori connessioni. La psicoanalisi taglia e spezza tutte le connessioni, tutti i concatenamenti, è la sua vocazione, odia il desiderio, odia la politica. Produzione di inconscio = espressione di desideri = formazione di enunciati = sostanza o materia di intensità.
Da “Quattro proposizioni sulla psicanalisi” in “Due regimi di folli e altri scritti” di Gilles Deleuze. Piccola Biblioteca Einaudi.
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Tesi #3 – Rivoluzione della rivoluzione, ovvero affinità e divergenze tra il compagno Marx e noi dell’Anti-Edipo
Il marxismo e la psicanalisi, in due maniere diverse, ma poco importa, parlano in nome di una specie di memoria, di una cultura della memoria, e si esprimono inoltre in due maniere diverse, ma anche questo poco importa, in nome di un’esigenza di sviluppo.
Noi crediamo al contrario che bisogna parlare in nome di una forza positiva dell’oblio, in nome di ciò che è, per ciascuno di noi, il proprio sottosviluppo; ciò che David Cooper chiama il terzo mondo intimo di ciascuno, e che fa tutt’uno con la sperimentazione. La seconda ragione che ci distingue da tutti i tentativi freudo-marxisti, è che tali tentativi si propongono di riconciliare due economie: l’economia politica e l’economia libidinale. Perfino in Reich viene mantenuta questa dualità e questa combinazione. Secondo il nostro punto di vista, invece, c’è un’economia sola, e il problema di una vera analisi antipsicoanalitica è di mostrare come il desiderio inconscio investa sessualmente le forme di questa economia tutta intera.
Da “Quattro proposizioni sulla psicanalisi” in “Due regimi di folli e altri scritti” di Gilles Deleuze. Piccola Biblioteca Einaudi.
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Ogni città ha la sua campagna
La calotta polare si squaglia come un cubetto di ghiaccio nel cavo della mano? Non esistono più le mezze stagioni e non sapete che farvene di quel giubbinetto primaverile tanto carino? L’effetto serra lascia imperdonabili aloni di sudore sulle vostre camice?
L’associazione dei commercianti bresciani del centro ha scelto la via dello sviluppo sostenibile, il percorso verde, la strada maestra indicata dal presidente Obama.
Raffreddate il pianeta con noi, è facilissimo! Basta mettere a palla l’aria condizionata (non fate i tirchi! volete vedere Venezia affogare?), aprire tutto, porte, finestre, bocche di lupo e lasciare che l’universo mondo sia invaso da una brezza fresca e leggera.
Se tutti facessimo così, l’aria fredda da noi prodotta concorrerebbe ad abbassare sensibilmente la temperatura media terrestre. Non siate scettici: la matematica non è un opinione!
Seguite il nostro esempio, non esitate.
Salvare il mondo non è mai stato così semplice.
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I rotoli del Mar Vivo
- Lo vede anche lei, no? Cosa me lo chiede a fare?! … scusi… scusi lei… cioè… fa il suo lavoro, che poi l’ho chiamata io non dovrei ma sono parecchio nervoso e…
- …
- bhe, che dire? È così da più di un anno ormai. Non riusciamo proprio a farlo smettere. Noi… Io non so più cosa fare… mi hanno detto di imbavagliarlo ma… non voglio, cazzo! Ecco la verità: non voglio. Non è matto e non fa del male a nessuno. Solo che capisce anche lei…
Per quasi un minuto, un minuto vero intendo non di quelli colloquiali del tipo “scendo, tra un minuto”, “Ancora un minuto e scoppio”. No no proprio un minuto vero, per sessanta lunghissimi secondi siamo rimasti così, io e il dottore, aspettando che qualcosa cambiasse. Noi due in silenzio. E in sottofondo, il brusio di là dal muro.
Ormai le cose hanno completamente perso di senso. È come quando da piccolo ti ammalavi ed eri costretto a stare chiuso in casa, guardavi il mondo che scorreva sotto le tue finestre. Ed era lo stesso mondo che hai visto tutti i giorni della tua vita. Ma leggermente diverso. Lo stesso garzone della panetteria. Ma un po’ differente. La stessa vicina rompicazzo. Ma con qualcosa di nuovo. Ecco adesso è così ma al contrario: il vetro dal quale guardavo il mondo c’è sempre stato ma adesso è incrinato, colpito da una sassata pesantissima ha perso la sua trasparenza per lasciare il posto a una ragnatela di nuovi piccoli mondi, tutti differenti e leggermente incongruenti tra loro.
Forse sono solo stanco, vorrei dormire una notte intera senza doverlo sentire. So che è brutto dirlo ma credo sia capitato a molti genitori. A volte, poche volte capita di sognare che mio figlio, non ci sia più.
Miriam dice che mi fa paura.
Forse ho paura. Ma ho quasi più paura per lui che per me.
(Continua a leggere "I rotoli del Mar Vivo")



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