Del perché la coppa non è un ingrediente valido per la pizza
E poi tu mi hai rubato il biscotto e l’hai inzuppato nel cappuccino. Ci siamo messi a ridere e tutto era arancio e smussato e morbido.
E poi le nostre serate erano zuppe di parole che avevano come consonanti elle e emme e qualche volta effe.
E poi ti ho detto che mi fai scordare di pregare gli angeli, che poi gli angeli si scordano di pregare per noi. E poi tu non mi hai detto niente, zuppa com’eri di idee ordinarie da riempirci un mensile parrocchiale.
E poi io giocavo con la macchina in riserva e il telefono spento, e poi tu ti saresti sposata a ventott’anni con un professionista laureato.
E poi ci siamo detti una cosa definitivamente anni novanta, del genere “se salti tu, salto anch’io”.
E poi non abbiamo saltato.
2 Responses to “Del perché la coppa non è un ingrediente valido per la pizza”
nastja
l’amarezza del non aver saltato.
Cattivo Maestro
almeno lui ha inzuppato il biscotto.


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