Aspettando l’alba
Di colpo mi hai svegliato mi son girato(ed) ho sbuffato Ho aspettato ed ho visto l’alba – foschieviola
Sono quei momenti in cui ti giri, e finalmente vedi l’alba. E pensare che fino a un attimo prima mai avresti pensato di girarti. E’ un soffio sui pensieri. – Woland
mi colpisce la hubris di quel verso, “ed ho sbuffato”. Non colpisce anche te ? – nastja
non capisco perché hai messo fra parentesi la congiunzione “ed”. mi piacerebbe saperlo, perché mi sembra importante. non è importante? – Cratete
dicono che dormire in letti separati aiuti, in questi casi – thomas morton
Ma stai ironizzando? La magia dell’alba che supera quella della donna non abbastanza amata? Cosa ci vuole a capirlo? Ti arriva dritto al… cioè, è bellissimo. – Woland
Mi sto immedesimando nella donna. Bri vi di. – Cozla.
che tra l’altro, se non ricordo male, i manuali di lingua mi sostengono che la d eufonica vada usata _solo_ negli incontri tra vocali uguali (ad avere, ed essere) e nelle forme consolidate (ad esempio). ok, era per essere rompipalle as usually. – clockwise
è una licenza poetica, clock. epppoi guarda la luna, non il dito. – cattivo maestro
Mi capite al volo pazzesco, ed tra parentesi perchè sul foglietto sulla quale avevo trascritto c’era scritto così immagino che volevo sottolineare che mi fossi alterato e per accentuarlo al posto della virgola oppure del congiuntivo ho voluto appesantirlo con la consonante…comunque è tra parentesi. Penso che in confronto all’ alba forse l’amore per se stessi può uguagliarlo – foschieviola
@clockwise: a parte che “(ed) ho” a me suona meglio, eventualmente, di “(e) ho”. In tutta sincerità, ti sembra che a lui interessi scrivere nella forma che ti aspetti? Se non ti disturba, forse, non ti accorgi di lui e ti perdi la possibilità di vedere lo spettacolo dell’alba – talentosprecato
A me la “coordinazione-non coordinazione” di quell’”ed” tra parentesi mi colpisce molto, penso che il significato sia tutto là. Rimane evanescente… – zadigone
C’è uno scarto fonoretorico che rende l’alba più vivida. – Woland
io continuo a pensare alla donna – Cozla.
La donna per me è l’alba, cioè sono la stessa persona… – zadigone
comunque ce l’avrà già un produttore, vero ? – nastja
non saprei, vorrei l’interpretazione autentica.. o forse è uno specchio per verificare il pessimismo di Chi legge. – Cozla.
e soprattutto credo richiami letture heideggeriane. – cattivo maestro
Ecco chi mi ricorda, hai ragione! L’interpretazione che dà Heidegger di Holderlin! – zadigone
carissimi, io invece credo che heidegger sia stato superato – Cozla.
Ma penso sia più un omaggio – zadigone
Tipo cover no? Tipo Vasco che rifà Creep. – zadigone
E’ un caso di incroci testuali. Borges ne parlava ampiamente. – Woland
credo sia il caso di tirare in ballo anche l’Homunculus di Paracelso – nastja
il gioco delle maiuscole riprende da un certo futurismo maturo – Francesco Contini
Io insisto sul porre l’accento sullo sbuffare. Credo sia un segnale evidentissimo del disagio dell’uomo moderno che lo rende a suo modo uebermensch ma con umilté. – Cozla.
Attenti a non incappare nel rischio di sovrainterpretazione, di cui ci parlano Eco e Magnotta. – zadigone
Certo il Magnotta è un riferimento imprescindibile per questo tipo di poetica dell’indefinito. E’ vero pure che non si può ignorare il profondo soffermandosi sulla superficie – Francesco Contini
notavo similitudini con heidegger nella comune esigenza di glossopoiesi imposta dai limiti del linguaggio. – cattivo maestro
mi permetto di far notare a lor dottori che un sottotesto esiste solo ove ci sia un testo – nastja
Cosa sei, sguercia? – Woland
la chiave quindi è l’amore per se stessi? è questo che ti fa sopportare le lunghe e atroci notti? – thomas morton
Ma se abitasse il linguaggio, tornando ad Heidegger? – zadigone
è l’attesa che si risolve nella luce. l’infinito riproporsi di tensione e rilassamento, che trova illustri riferimenti romantici, tra l’altro – Francesco Contini
È lì che entra in gioco lo “sbuffare”, messo in quella posizione – Reloj
solo una parola: sehnsucht – Cozla.
o, se mi chiedi un giudizio definitivo, ti rispondo con lacan: questo è un significante master, mica ciccioli. – cattivo maestro
appoggio la tesi di Cozla. L’uomo franto del XX secolo. Io ci vedo un coté beckettiano. – nastja
solo una parola: swanstuck. – Hardcore Judas
è chiaro che l’ “ed” fra parentesi separa i due momenti esistenziali – Francesco Contini
Ma ora che ci penso sbuffare viene dal greco sbuffòs che vuol dire “insoddisfazione”, bisogna riconsiderare tutto. – zadigone
Hugo – Woland
appoggio anche la tesi di HJ. Anzi di più. – nastja
sbouffòs, Zadigone, sbouffòs – nastja
Il sonno e l’alba, l’uomo e la donna, la destra e la sinistra, l’incontro e l’attesa. Ed. – Reloj
ma nel senso lacaniano del pene come immaginario simbolico affine alla radice quadrata di meno uno – thomas morton
Scusa, sbaglio sempre l’aoristo. – zadigone
precisamente. – cattivo maestro
ma pensa / se le canzonette / me le recensisse / Roland Barthes – nastja
Comunque aspetterei cosa dice l’autore, magari aveva in mente Campana e basta. – zadigone
sublime nastja – Cozla.
se solo la gente sapesse spogliarsi senza paura prima di vestirsi di qualcosa – talentosprecato
di nuovo – talentosprecato
A me ricorda quel verso di Bonifacio Ferrari che dice «Il frastuono ha svegliato le giovani luci dell’alba» – Reloj
non bisogna commettere l’errore di ritenere povere le produzioni di poeti che non ebbero la fortuna di avere una formazione classica. Sappiamo che Campana affonda le sue radici nel dionisiaco spirito di una certa grecità reietta. – Francesco Contini
credo sia interessante anche lo slittamento da aion a kronos: il risveglio istantaneo, lo sbuffo e poi l’attesa. – cattivo maestro
quoto zadigone, la poesia ispirata si beffa di certi intellettualismi sterili - thomas morton
Comunque tra ho sbuffato e Ho aspettato (notare il maiuscolo) c’è una tmesi per me, lì è il centro. – zadigone
A volte l’amore è solo una scusa, un mezzo, per farci intravvedere qualcosa d’altro, di meraviglioso, anche nei momenti in cui ESSO sembra solo un “problema” . La donna, infatti, lo sveglia. Egli sbuffa, infastidito. Se ELLA (ecco, per essere corretti) non l’avesse svegliato, però, EGLI non avrebbe visto l’Alba. Io la interpreto così, ed è il mio punto di vista. Ognuno si faccia il suo – talentosprecato
Quindi sarei più per un risveglio nel mondo terreno, l’impazienza terrena, che diventa attesa e poi epifania divina. – zadigone
in fondo l’eterno dissidio fra “langue” e “parole” – thomas morton
Penso che siamo arrivati alla stessa interpretazione, talentosprecato. – zadigone
wow, zadigone – talentosprecato
L’Alba, che è anche un nome di donna. Ma è in minuscolo. È la rottura degli schemi. – Reloj
quando scrivi versi così densi, essi poi si liberano dalle catene imposte dall’autore per appartenere a significati mutevoli di volta in volta fusi con i fruitori. l’univocità poetica è un sogno di qualche striminzito critico letterario – Francesco Contini
Testi non vincolanti. – zadigone
Ambiguità. – Reloj
ipsa dixit. secondo me l’interpretazione di talentosprecato vince. – Cozla.
sono contenta che lei abbia citato Saussure, e aggiungerei la densità peirceana del simbolo, l’alba. – nastja
leggere il vostro fervore mi fa prudere la moleskine. – lo zio Giorgio
Saussure sì, ma non si può prescindere da Jakobson. – zadigone
saussure era convinto di non esistere. – cattivo maestro
La funzione enfatica c’è, ma è sapientemente camuffata. – Reloj
prevale decisamente la funzione ostensiva, direi – nastja
il camuffamento che si usa nelle scale jazz, che devono insinuarsi nelle trame armoniche con discrezione, perché l’uditore le accolga con sorpresa – Francesco Contini
che mirabolanti giocolieri che siete, e tutto è partito da uno sbuffo. – cattivo maestro
Certo perché non si possono mettere muri all’Arte. L’Arte è tutte le arti, poesia, canzone, pittura, scultura, senza limiti sensibili. – Reloj
una versione aero-compatibile della nascita di venere. – Cozla.
eppure sento che manca qualcosa. Ancora sfugge, come i grandi classici. Ogni rilettura è una scoperta – Francesco Contini
Cozla, avevo proprio pensato alla nascita di venere – Reloj
l”amore per se stessi, l’alba è solo un pre-testo – thomas morton
Il circolo ermeneutico non ha fine, ricorda Schleiermacher – Reloj
il n’y a pas de hors-text – thomas morton
Il tutto con una precomprensione esteriorizzata quasi sulle prime: un circolo virtuoso, Reloj – Cozla.
il discorso può parlare solo del discorso. – nastja
la grande lezione di gödel – Francesco Contini
e qui si torna all’autoreferenzialità, l’amore per se stessi – thomas morton
Quindi dici che è l’amore per il discorso, e in questo caso l’alba dell’arte? – Reloj
che ti permette di superare l’incontro con l’Altro – thomas morton
intendete forse dire che ci si sta lasciando alle spalle il post-moderno? mi parlate di una nuova epica? – cattivo maestro
Sì ma le tinte restano quelle impressioniste, pur non avvalendosi dell’esatono nella resa musicale. – Cozla.
Zitti tutti che ho un’interpretazione di Barbagallo. – Woland
che rischia di alienarti e condurti all’esistenza inautentica – thomas morton
mi pare evidente l’utilizzo dei deittici, no ? – nastja
Nessuno che elogi l’attesa -direi rurale- che si estroflette in quell’ “aspettando”. Pasolini non avrebbe fatto di meglio per la campagna pontina. – Woland
“Aspettando” richiama di certo i due gerundi leopardiani. – Reloj
Riagganciandomi a cattivomaestro: bisognerebbe chiedere a Wu Ming 1 se è New Italian Epic, per lui. – zadigone
potrebbe essere finalmente un tentativo riuscito, dopo molti assai vani. Il fallimento non lo spaventa, forse? – Francesco Contini
Di certo il post-moderno, almeno qua, è superato. – zadigone
Attenzione attenzione. Qui non ci si è soffermati sufficientemente sul “Di colpo”. E se si trattasse di un risveglio dei sensi successivo ad un coma emotivo? Un’alba che concreta la riscoperta dell’amore? E se l’attesa sottendesse uno *sbendamento* metaforico? E se, anzi, a svegliarlo fosse stata un’infermiera? – Cozla.
Reincarnazione? – zadigone
Una birra a tutti raggiunti cento commenti
– foschieviola
Comunque io mi soffermerei su “l’alba”, con l’allitterazione della consonante liquida e la sola presenza della massima apertura vocalica, che si contrappone alle quattro finali in -ato (svegliato, girato, sbuffato, aspettato): ci si aspetterebbe un’altra parola almeno assonante, e invece, zac! Alba. Proprio come l’alba, ti sorprende. È riuscitissimo. – Reloj
Non donarci beni effimeri: illuminaci. – Cozla.
Ciao Foschieviola – Reloj
ma voi, l’alba, l’avete mai vista? Io, ancora, aspetto. – talentosprecato
Ta-dan. Non volevo essere troppo iconografico, ma me l’hai strappata. – Woland
Sei nei sei mesi di buio al polo? Oddio, ciò stravolge tutto! – Cozla.
hola a todos – foschieviola
vi prego, non chiedete un’interpretazione a foschie, non si può parlare di Dio con Dio. – cattivo maestro
faccio sempre lo stesso errore. cazzo. – Cozla.
Boh la maggior parte degli autori che avete citato mi suonano strani – foschieviola
Oh beh, ma capita così quando si crea da ispirati. E’ un merito. le interpretazioni vanno e vengono: la creazione resta. – Cozla.
Son solo passatempi ermeneutici, l’arte, e l’artista, non se ne devono occupare, ma solo continuare nell’arte, senza divagazioni cervellose. – zadigone
perchè la tua è una semiosi illlimitata, quasi inavvertita. – nastja
l’esegesi di una poesia è cosa che spetta solo all’autore della stessa anche quand’egli non ricordasse la sua provenienza – deadmanwriting
Si tratta di chiasmi sociolinguistici, foschie. Lasciali a noi che siamo i teorici. Tu crea. – Woland
ok, non ci penso allora – foschieviola
se posso permettermi, foschie, ciò può essere dovuto al fatto che certi pensieri non hanno tempo e luogo, sono eterni e privi di un padrone. leggendo nietzsche mi sono reso conto che tutto ciò che diceva era già dentro di me, prima che lo leggessi. – cattivo maestro
Confermo. – Woland
come non confermare – Cozla.
un’altra verità è che l’artista odia il critico. forse proprio per questo disallineamento. – cattivo maestro
@cozla: eh sì, son al buioooooo – talentosprecato
E comunque vorrei ringraziarti, foschie. Ci hai regalato una serata ricchissima di riflessione e discussione fertile. Credo di parlare a nome di tutti. Davvero. – nastja
sicuramente a nome mio. La catarsi, ecco. – Francesco Contini
come non quotare nastja, questa notte mi addormenterò con una maggior consapevolezza di me stesso, grazie foschie…! – deadmanwriting
l’artista è una singolarità iper-sensibile, l’artista vomita. il critico de-struttura, analizza e, sì, forse sterilizza. – cattivo maestro
Sono queste le cose che mi incoraggiano a creare. Grazie. – Cozla.
sai cosa sarebbe bello, foschie ? che tutte queste parole – solo teoria, in fondo – tu le trasformassi in poesia. In forma cantata. In musica. Sarebbe un modo per avvicinare l’arte ai suoi analisti – nastja
Penso ci stia lavorando, comunque. – zadigone
Mi ha già assicurato che ci avrebbe provato, qualche giorno fa. Io aspetto l’alba. – Cozla.
come già ebbi a dire, le canzoni nascono sono come i fiori, nascono da sole. – cattivo maestro
Sarebbe stupendo. Potrebbe intitolarsi Parole in libertà, di marinettiana memoria – nastja
per carità, non influenziamolo. sarebbe una responsabilità troppo grande. – Cozla.


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