22 mar 2010
11:47

by Lev Blumenfeld
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La biblioteca di Babele

[LVVRL#5]

La Terra, vista a occhio nudo da distanza siderale, è una sfera imperfetta e azzurra che volteggia placida nello spazio. La sparizione del succo d’arancia lasciò gli dei indifferenti.

(Le puntate precedenti: 4, 3, 2, 1, 0)

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15 gen 2010
22:18

by Lev Blumenfeld
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La biblioteca di Babele

[LVVRL#4]

(Questa è la quarta punta de “La verità vi renderà liberi”. Non è un romanzo che non sto scrivendo.)

Non so ben dire come cominciò. I grandi avvenimenti hanno bisogno di momenti cinematografici per potersi imprimere nella mente degli uomini. Presa della Bastiglia, sbarco dei Mille, assalto al Palazzo d’Inverno. Mentre stavo facendo colazione, il succo d’arancia è sparito dal bicchiere.
Era il sei agosto duemilatredici: nove mesi dopo non furono più disponibili date di nascita per esseri umani. La specie va a estinguersi, i bambini lo sono già. Noi marciamo.

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02 nov 2009
23:52

by Lev Blumenfeld
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La biblioteca di Babele

[LVVRL#3]

(Avevo promesso, me stupido, sei capitoletti a settimana. Purtroppo non si piscia quando si vuole, ma quando si può. Augh.)

Le cavallette non sanno da dove vengono e non sanno dove andare. Perché hanno fretta?

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15 ott 2009
22:37

by Lev Blumenfeld
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La biblioteca di Babele

[LVVRL#2]

Il cielo è viola. Il mondo non tiene.

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14 ott 2009
01:08

by Lev Blumenfeld
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La biblioteca di Babele

[LVVRL#1]

Siamo rimasti in sette. Ora sono poche le fughe che riescono. Le cavallette hanno smesso la pietà. A volte sparano alle gambe, a volte sbagliano mira e uccidono sul colpo. Finire divorato da animali, fame e sete. Continuo a camminare. Mi frequentano pensieri neri. L’uomo è presente alla sua fragilità.

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12 ott 2009
23:20

by Lev Blumenfeld
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La biblioteca di Babele

[LVVRL#0]

(Inizio oggi la pubblicazione di un romanzo a puntate. Sei capitoletti alla settimana ché il settimo giorno mi riposo. Perché questa folle impresa? Grazie per la domanda, non so la risposta ma ha a che fare col fatto che la pipì scappi. Il titolo provvisorio è “La verità vi renderà liberi”. Augh.)

Camminiamo da quattro giorni. Non sento più le gambe. Lo zaino grigio mi spezza la schiena. Tengo lo sguardo a terra, loro hanno la mia faccia e io non li voglio vedere. Ogni tanto qualcuno scarta di lato, tenta la fuga e allora si sente uno sparo. Il tonfo di un corpo che cade. La fuga che riesce. Riprendiamo a camminare.
Siamo una dozzina di prigionieri. Quattro cavallette gialle ci scortano, aprono il drappello, lo chiudono. Di notte ci accampiamo dove capita. Dormo senza sogni. Non ricordo cos’è ridere. Non m’importa cos’è amare.

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Manifesto Natatorio

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Per un meridiano manifesto natatorio da giovane
(ovvero un sotto-titolo, dieci nove proposizioni e un’esortazione)

Dimostrazione ad absurdum di come l’intento fiorisca dall’esito.
  1. Nuoto nel pomeriggio è un’organizzazione gerarchica di significanti magnetici che lotta contro la forza di gravità.
  2. Nuoto nel pomeriggio promuove le sfumature, sfugge a una visione dicotomica della realtà, intesa come opposto del possibile, e si colora di bianco e di nero e del grigio mare che sta nel mezzo.
  3. Nuoto nel pomeriggio frequenta il Vicolo Cieco, la Menzogna e la Morte, ma guarda alle stelle.
  4. Nuoto nel pomeriggio difende le api, la solidarietà e Alvaro Recoba.
  5. Nuoto nel pomeriggio gioca così come si lotta, fuori tempo massimo.
  6. Su ciò di cui non si può parlare, Nuoto nel pomeriggio allude. Dire è problematico e ontologicamente risolutivo. Si allude a un mistero magenta.
  7. Nuoto nel pomeriggio vive di chiari di luna e odia i nazisti dell’Illinois.
  8. Nuoto nel pomeriggio è estetica che inciampa nell’etica e abbraccia i cavalli
  9. Nuoto nel pomeriggio è una repubblica neosensibilista fondata sul cazzeggio inutile e seriale.
  10. Nuoto nel pomeriggio è presunzione, di cui spera di essere all’altezza.
Offritegli occhi, cuore e orecchie. Siate opportuni. Di Nuoto nel pomeriggio non rimarrà nemmeno la polvere.

Imperativi categorici
Cattivo Maestro
Lev Blumenfeld
nopperabo