[LVVRL#5]
La Terra, vista a occhio nudo da distanza siderale, è una sfera imperfetta e azzurra che volteggia placida nello spazio. La sparizione del succo d’arancia lasciò gli dei indifferenti.
[LVVRL#4]
(Questa è la quarta punta de “La verità vi renderà liberi”. Non è un romanzo che non sto scrivendo.)
Non so ben dire come cominciò. I grandi avvenimenti hanno bisogno di momenti cinematografici per potersi imprimere nella mente degli uomini. Presa della Bastiglia, sbarco dei Mille, assalto al Palazzo d’Inverno. Mentre stavo facendo colazione, il succo d’arancia è sparito dal bicchiere.
Era il sei agosto duemilatredici: nove mesi dopo non furono più disponibili date di nascita per esseri umani. La specie va a estinguersi, i bambini lo sono già. Noi marciamo.
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[LVVRL#1]
Siamo rimasti in sette. Ora sono poche le fughe che riescono. Le cavallette hanno smesso la pietà. A volte sparano alle gambe, a volte sbagliano mira e uccidono sul colpo. Finire divorato da animali, fame e sete. Continuo a camminare. Mi frequentano pensieri neri. L’uomo è presente alla sua fragilità.
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[LVVRL#0]
(Inizio oggi la pubblicazione di un romanzo a puntate. Sei capitoletti alla settimana ché il settimo giorno mi riposo. Perché questa folle impresa? Grazie per la domanda, non so la risposta ma ha a che fare col fatto che la pipì scappi. Il titolo provvisorio è “La verità vi renderà liberi”. Augh.)
Camminiamo da quattro giorni. Non sento più le gambe. Lo zaino grigio mi spezza la schiena. Tengo lo sguardo a terra, loro hanno la mia faccia e io non li voglio vedere. Ogni tanto qualcuno scarta di lato, tenta la fuga e allora si sente uno sparo. Il tonfo di un corpo che cade. La fuga che riesce. Riprendiamo a camminare.
Siamo una dozzina di prigionieri. Quattro cavallette gialle ci scortano, aprono il drappello, lo chiudono. Di notte ci accampiamo dove capita. Dormo senza sogni. Non ricordo cos’è ridere. Non m’importa cos’è amare.


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